I Certificati Bianchi TEE, o Titoli di Efficienza Energetica, sono uno dei principali strumenti nazionali per promuovere interventi capaci di ridurre i consumi di energia primaria.

Il meccanismo assegna titoli in relazione ai risparmi energetici riconosciuti attraverso progetti di efficienza energetica. Per le aziende significa poter associare agli interventi che rispettano i requisiti previsti un beneficio ulteriore rispetto alla riduzione dei consumi.

Il quadro normativo è stato aggiornato dal D.M. 21 luglio 2025, che ha definito gli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico per il periodo 2025-2030 e introdotto modifiche alla disciplina del meccanismo. Nel luglio 2026 il GSE ha inoltre pubblicato la nuova Guida Operativa, con indicazioni per l’applicazione delle disposizioni previste dal decreto.

In questo articolo vedremo come funzionano i Certificati Bianchi, quali soggetti partecipano al meccanismo, quali progetti possono accedere ai TEE e quali sono le principali novità che interessano le imprese.

Cosa sono i Certificati Bianchi TEE

I Certificati Bianchi sono titoli negoziabili che attestano il conseguimento di risparmi negli usi finali dell’energia attraverso interventi e progetti di incremento dell’efficienza energetica.

Il sistema nasce quindi da una relazione precisa: un intervento produce un risparmio energetico, il risparmio viene misurato e verificato e, quando rispetta le condizioni previste, può dare diritto al riconoscimento dei TEE.

L’unità di riferimento utilizzata per quantificare i risparmi è la tonnellata equivalente di petrolio, TEP.

Il meccanismo coinvolge diversi soggetti. Da una parte ci sono i distributori di energia elettrica e gas naturale soggetti agli obblighi di risparmio energetico, dall’altra i soggetti che possono presentare progetti per ottenere i titoli secondo i requisiti stabiliti dalla normativa.

I TEE riconosciuti possono successivamente essere scambiati sul mercato o attraverso contrattazioni bilaterali.

Come funzionano i Certificati Bianchi

Per comprendere come funzionano i Certificati Bianchi occorre distinguere l’intervento fisico dal processo necessario per ottenere il riconoscimento dei risparmi.

La sostituzione di un motore, l’installazione di un sistema più efficiente o la modifica di un processo industriale non determinano automaticamente l’emissione dei TEE.

Il progetto deve rispettare le condizioni di ammissibilità previste e consentire di quantificare il risparmio energetico prodotto.

Il percorso può comprendere:

  • analisi dell’intervento;
  • verifica dei requisiti di ammissibilità;
  • individuazione della situazione di riferimento;
  • definizione delle modalità di misura;
  • presentazione del progetto;
  • realizzazione dell’intervento;
  • monitoraggio dei consumi;
  • calcolo e rendicontazione dei risparmi;
  • verifica dei risultati;
  • riconoscimento dei TEE.

La misura assume quindi un ruolo centrale. Occorre disporre di dati che permettano di confrontare il comportamento energetico del sistema e di isolare il risparmio attribuibile all’intervento.

Baseline e risparmio energetico

La baseline rappresenta il consumo energetico di riferimento rispetto al quale viene valutato il risparmio prodotto dal progetto.

Definirla correttamente richiede di considerare le condizioni nelle quali opera l’impianto o il processo. Volumi produttivi, ore di funzionamento, materie lavorate e altre variabili possono infatti modificare i consumi.

Immaginiamo una linea produttiva che dopo un intervento utilizzi meno energia rispetto all’anno precedente. Il dato, da solo, non permette necessariamente di attribuire l’intera riduzione all’intervento: nello stesso periodo potrebbe essere diminuita anche la produzione.

Il sistema di misura deve quindi permettere di leggere consumi e variabili operative all’interno dello stesso quadro.

Il meccanismo dei Certificati Bianchi e gli obblighi di efficienza energetica

Il meccanismo dei Certificati Bianchi si basa su obblighi quantitativi di risparmio di energia primaria posti in capo ai distributori di energia elettrica e gas naturale soggetti alla disciplina.

Per raggiungere gli obiettivi assegnati, i soggetti obbligati devono disporre del numero di Certificati Bianchi necessario per dimostrare il conseguimento dei risparmi previsti.

I titoli possono derivare dalla realizzazione di progetti oppure essere acquistati da altri operatori.

Si crea così un sistema nel quale il risparmio energetico assume anche la forma di un titolo negoziabile.

Per le aziende che realizzano progetti di efficienza energetica, il meccanismo può quindi affiancare al risparmio ottenuto attraverso la riduzione dei consumi il valore associato ai TEE riconosciuti.

Le novità normative sui Certificati Bianchi

Il D.M. 21 luglio 2025 ha aggiornato il quadro del meccanismo e stabilito i nuovi obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico per il periodo 2025-2030.

A questo intervento normativo si è aggiunta, nel luglio 2026, la pubblicazione della nuova Guida Operativa GSE, approvata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con Decreto direttoriale n. 203 del 28 luglio 2026.

La documentazione fornisce indicazioni operative e approfondimenti dedicati a tecnologie e settori produttivi. Comprende inoltre nuovi Progetti Standardizzati e criteri applicativi per interventi in ambiti come economia circolare, elettrificazione dei consumi attraverso fonti rinnovabili elettriche, risparmi idrici indiretti e incremento dell’efficienza energetica dei data center.

Per consultare il quadro aggiornato è possibile fare riferimento alla nuova Guida Operativa sui Certificati Bianchi pubblicata dal GSE.

Nuovi Progetti Standardizzati

Tra gli elementi introdotti con il Decreto direttoriale del 28 luglio 2026 rientrano nuovi Progetti Standardizzati.

La documentazione GSE comprende progetti relativi, tra gli altri, a sistemi di illuminazione a LED, motori elettrici ad alta efficienza, impianti per la produzione di aria compressa, flotte di veicoli ibridi ed elettrici alimentati da energia rinnovabile e sistemi di gestione efficienti.

Per le imprese, queste indicazioni offrono riferimenti più dettagliati per verificare le caratteristiche degli interventi e le modalità previste per la quantificazione dei risparmi.

Quali interventi possono generare TEE

Non esiste una regola secondo cui qualsiasi investimento che riduce la bolletta energetica possa ottenere Certificati Bianchi.

Il punto centrale è il risparmio di energia primaria riconoscibile secondo le regole del meccanismo.

In base alle caratteristiche del progetto, possono essere valutati interventi che interessano processi industriali, sistemi di produzione e distribuzione dell’energia, motori, aria compressa, illuminazione e altre tecnologie previste dalla disciplina e dalla documentazione applicabile.

Prima dell’investimento è quindi utile verificare:

  • tipologia dell’intervento;
  • condizioni di ammissibilità;
  • consumi energetici iniziali;
  • risparmio atteso;
  • metodo di valutazione applicabile;
  • disponibilità dei dati necessari;
  • strumenti di misura;
  • documentazione richiesta.

Questa analisi preliminare permette di capire se il progetto possiede le caratteristiche necessarie per accedere al sistema.

Certificati Bianchi e incentivi per l’efficienza energetica

I Certificati Bianchi rientrano tra gli strumenti dedicati all’efficienza energetica, ma hanno un funzionamento diverso rispetto a un contributo calcolato semplicemente sulla spesa sostenuta per un investimento.

Il cuore del meccanismo è il risparmio energetico riconosciuto.

Per un’impresa, la valutazione economica di un intervento dovrebbe quindi considerare più elementi: investimento iniziale, riduzione prevista dei consumi, costi operativi, manutenzione, durata dell’intervento e possibile accesso ai TEE.

In questo quadro, il Certificato Bianco non sostituisce l’analisi energetica ed economica del progetto. La completa con un elemento legato ai risparmi che possono essere riconosciuti secondo le regole del sistema.

TEE e ritorno dell’investimento

Il beneficio economico di un intervento di efficienza energetica parte dalla quantità di energia che l’impresa evita di consumare.

Se il progetto può accedere anche ai Certificati Bianchi, ai risparmi in bolletta può aggiungersi il valore dei titoli riconosciuti.

Per valutare il ritorno dell’investimento occorre quindi mettere sullo stesso tavolo il costo dell’intervento, i consumi prima e dopo la modifica, i costi di esercizio e manutenzione e gli eventuali incentivi applicabili.

Il numero di TEE non dovrebbe essere stimato attraverso una semplice percentuale del costo dell’investimento: dipende dal risparmio riconoscibile secondo il metodo previsto per il progetto.

Perché analizzare i TEE prima di realizzare un intervento

La valutazione dei Certificati Bianchi dovrebbe entrare nelle prime fasi di progettazione dell’intervento.

Aspettare che il nuovo macchinario sia già acceso può creare difficoltà nella ricostruzione della baseline, nella raccolta delle misure necessarie e nella verifica delle condizioni richieste dal meccanismo.

L’analisi preventiva permette invece di stabilire quali dati raccogliere, quali strumenti di misura utilizzare e quale metodo applicare alla quantificazione dei risparmi.

Per l’impresa significa avere, prima dell’investimento, un quadro più completo del progetto: quanto costa, quanta energia può risparmiare, come verrà misurato il risultato e se esistono le condizioni per richiedere i TEE.

In sintesi

I Certificati Bianchi TEE collegano gli interventi di efficienza energetica ai risparmi di energia primaria che possono essere misurati, verificati e riconosciuti attraverso il meccanismo nazionale.

Il D.M. 21 luglio 2025 ha aggiornato la disciplina e gli obiettivi per il periodo 2025-2030, mentre la Guida Operativa GSE pubblicata nel luglio 2026 fornisce nuovi riferimenti per l’applicazione del sistema.

Per le aziende, l’accesso ai TEE richiede una valutazione che precede la realizzazione dell’intervento: occorre verificare ammissibilità, baseline, metodo di calcolo e dati necessari alla misurazione.

Il meccanismo può così affiancare al risparmio energetico prodotto dall’intervento il valore dei titoli riconosciuti, all’interno di una valutazione più ampia dei costi e del ritorno dell’investimento.