Potrebbe essere il decollo definitivo della transizione ecologica in Italia.

La scelta di aumentare esponenzialmente il numero di abitanti dei comuni nei quali è possibile ottenere un beneficio sulla strutturazione di un impianto fotovoltaico dovrebbe avere proprio questo effetto: spingere l’acceleratore sulla strada tricolore della sostenibilità.

La normativa di riferimento è quella che prevede un contributo a fondo perduto fino al 40 per cento dell’investimento nei confronti dei soggetti, aziende, enti e privati, che decidono di installare un impianto fotovoltaico e aderiscono a una CER, ovvero una comunità energetica rinnovabile.

In precedenza la norma era valida soltanto per soggetti siti in comuni fino a 5 mila abitanti, ma ora tale soglia è passata a 50 mila abitanti, andando di fatto ad includere anche piccole città e cittadine di medie dimensioni.

Basti pensare che oltre 7.700 comuni italiani rispettano questa caratteristica di popolazione, circa il 98 per cento dei “campanili” dello Stivale.

Non solo. I correttivi alla normativa aprono spazi anche più ampi di appetibilità: maggiore flessibilità nei tempi di entrata in esercizio dei progetti, possibilità di richiedere un anticipo pari al 30 per cento del contributo e esclusione di un’eventuale riduzione in caso di cumulo con altri contributi.

Sia per imprese, enti, associazioni, che per persone fisiche.

Un passaggio “chiave” verso la strutturazione di un Paese in cui le CER possano diventare un elemento fondamentale in tema di energia, trascinate dal sistema fotovoltaico.

AERE fornisce servizio di consulenza, accompagnamento e supporto su tutta la filiera di questa opportunità per le imprese e gli enti italiani.